Settembre è probabilmente il mese migliore per stare in Sicilia occidentale: il mare è caldo, le giornate sono ancora lunghe e le spiagge si sono svuotate. È anche il mese in cui a San Vito Lo Capo si tiene, ogni anno, la manifestazione dedicata al cous cous, arrivata ormai a quasi trent'anni di storia.
Perché proprio qui
Il cous cous non è un piatto importato per l'occasione: nel Trapanese fa parte della cucina locale da secoli, nella sua versione di pesce, ed è uno degli esempi più evidenti dei legami fra questa costa e il Nord Africa. La manifestazione nasce da lì, e negli anni si è costruita un'identità precisa: si presenta come un festival dell'integrazione culturale, con gare fra chef di paesi diversi che portano ciascuno la propria versione del piatto.
Come e organizzata la manifestazione
Il programma di ogni edizione mette insieme la competizione gastronomica internazionale, i cooking show, le degustazioni negli stand allestiti in paese e un cartellone di concerti serali. È un evento che occupa fisicamente il centro di San Vito, dalle piazze alla via principale, per una decina di giorni.
Le date cadono tradizionalmente nella seconda metà di settembre e la durata è di circa dieci giorni, ma il calendario esatto cambia di anno in anno e viene pubblicato in anticipo dagli organizzatori. La partecipazione a degustazioni e concerti può richiedere titoli di ingresso o prenotazione: è una verifica che conviene fare prima di mettersi in auto.
Da Balestrate
La distanza è di circa un'ora di auto: la strada passa da Castellammare del Golfo e poi risale verso il capo, aggirando il massiccio della riserva. Non è una gita da fare all'ultimo momento in una serata di manifestazione, ma organizzata con un po' di anticipo funziona bene, soprattutto perché permette di combinare la giornata in spiaggia con la serata in paese.
Il momento giusto dell'anno
Il cous cous nel Trapanese
La versione trapanese del cous cous è di pesce: la semola viene incocciata a mano e cotta al vapore, e si accompagna a un brodo denso ottenuto dai pesci di scoglio. È un piatto che richiede tempo e che appartiene da secoli alla cucina di questa costa, testimonianza di uno scambio con il Nord Africa che qui è geografico prima che culturale: la distanza dalla Tunisia è inferiore a quella da molte regioni italiane.
Cosa succede in paese
Durante la manifestazione il centro di San Vito cambia volto: stand gastronomici lungo le vie, cucine allestite nelle piazze, un palco per i concerti serali e la giuria internazionale della gara fra chef. È un evento che occupa fisicamente il paese per una decina di giorni e che attira un pubblico numeroso, con tutte le conseguenze del caso su traffico e parcheggi.
Programmare la giornata
Dalla villa la strada richiede circa un'ora, quindi conviene organizzare la trasferta come una giornata piena: arrivo nel pomeriggio, spiaggia o passeggiata, cena in paese e rientro in serata. Date esatte, programma e modalità di accesso a degustazioni e concerti vengono pubblicati ogni anno dagli organizzatori con qualche mese di anticipo.
Al di là della manifestazione, settembre è il periodo in cui chi conosce questa costa preferisce venirci. L'acqua ha accumulato il calore di tutta l'estate, il caldo non è più quello di agosto e i luoghi che in alta stagione sono impraticabili — la Riserva dello Zingaro, Scopello, San Vito stessa — tornano godibili. Una settimana di settembre in villa, con la piscina ancora aperta, è un compromesso difficile da battere.
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