Il castello di Erice arroccato sulla rupe, con la campagna trapanese sullo sfondo
Erice — foto: Krzysztof Poplawski · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Erice non somiglia a nient'altro in questa parte di Sicilia. Sta in cima a un monte a circa settecentocinquanta metri sul livello del mare, sopra Trapani, ed è un paese di pietra grigia con vicoli lastricati, cortili chiusi e mura che in alcuni tratti sono ancora quelle antiche. Ci si arriva da Balestrate in circa un'ora di auto, ed è l'escursione giusta per una giornata in cui il mare non serve.

Il clima, che è parte della visita

La prima cosa che si nota è la temperatura: anche in piena estate, salendo, si perdono diversi gradi. La seconda è la nebbia. Erice viene avvolta con una frequenza sorprendente da un banco di nuvole che sale dal mare e riempie i vicoli: succede in tutte le stagioni e cambia completamente l'atmosfera del paese. Vale la pena portare qualcosa con le maniche lunghe anche a luglio.

Il castello e i giardini

Sul punto più alto sorge il castello di Venere, costruito in età normanna sull'area dove sorgeva un antico santuario. Dalla sua posizione la vista si apre su tutto il versante: la salina e il porto di Trapani, la costa che si allunga, e nelle giornate limpide le isole Egadi. Accanto si estendono i giardini del Balio, con la torretta Pepoli che si vede da mezzo territorio.

I vicoli e le chiese

Il centro è piccolo e si gira tutto a piedi, ma è fatto di salite e pavimentazione irregolare: scarpe comode sono d'obbligo. La pianta del paese è quasi triangolare e le strade si incrociano formando cortili chiusi, i tipici cortili ericini, visibili dai portoni aperti. Le chiese sono numerose rispetto alle dimensioni del borgo, a partire dal Duomo con la sua torre campanaria separata.

Da sapere: Da Trapani sale una funivia che porta fino al paese: è un'alternativa comoda alla strada tornante, ma il servizio segue calendari e orari stagionali e può essere sospeso per vento. Conviene verificare prima.

I dolci

Erice ha una tradizione dolciaria molto identificabile, legata alla pasticceria di mandorla e ai dolci di conventuale memoria: le genovesi, cioè i dolci di pasta frolla ripieni di crema, sono quelli che tutti provano. È una sosta che rientra a pieno titolo nella visita, non un extra.

Come organizzarla

Come e fatto il borgo

La pianta di Erice ha una forma quasi triangolare, delimitata dalle mura. Dentro, le strade seguono l'andamento del terreno e si intrecciano attorno ai cortili chiusi, che sono forse l'elemento più caratteristico dell'edilizia locale: dal portone aperto si intravede uno spazio interno pavimentato, spesso con piante e una scala esterna. È un modo di costruire nato per proteggersi dal vento, che qui è una presenza costante.

Trapani ai suoi piedi

Dalla terrazza di Erice si vede tutto il sistema che sta sotto: la città di Trapani con il suo porto, la lunga falce di terra che si allunga nel mare, le vasche delle saline lungo la costa verso Marsala e, quando l'aria è limpida, le Egadi. Molti visitatori combinano la salita al borgo con la visita alle saline nel tardo pomeriggio, quando la luce sull'acqua diventa rosata.

La funivia

Chi non vuole affrontare la strada a tornanti può salire dalla stazione a valle, sopra Trapani, con l'impianto a fune che porta direttamente al borgo. È un'alternativa comoda e panoramica, ma va tenuto presente che il servizio segue orari e calendari stagionali e che può essere sospeso in caso di vento forte: una verifica preventiva evita di programmare la giornata attorno a un impianto fermo.

Erice si vede bene in mezza giornata abbondante. Chi parte da Balestrate può combinarla con una sosta a Trapani, che sta ai suoi piedi, oppure con le saline lungo la costa verso Marsala. Il consiglio più utile riguarda l'ora: nel tardo pomeriggio la luce sul castello e sulla vista verso le Egadi è la migliore della giornata, e i pullman sono già ripartiti.

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